L'astrologia è un argomento che sin dai tempi più antichi si è prestato alle più varie interpretazioni sia per la sua stessa, controversa, natura, sia per le tangenze che presenta con ambiti disciplinari prima sentiti come affini (quali ad esempio astronomia, religione, filosofia, medicina), e poi soggetti a un progressivo allontanamento.

Dalle origini fino alla fine del XVII secolo, l'astrologia ha proposto modelli utili alla comprensione non solo dei fenomeni astronomici, al punto che una distinzione netta fra astronomia e astrologia si è precisata in epoche molto recenti, ma ha anche suggerito una interpretazione complessiva del mondo tale da condizionare in maniera sensibile l'antropologia, ovvero la visione dell'uomo in sé e in rapporto con le forze del cosmo e della natura.

Protagoniste di questo percorso sono le opere astrologiche della Biblioteca digitale BEIC. Ogni pagina del Percorso offre un collegamento a una o più opere digitalizzate, con l'intento di inserirle nel vivo del discorso culturale e nel contempo di facilitarne la consultazione.

Per rendere i contenuti più chiari e accessibili, ogni termine complesso e ogni personaggio poco noto è stato delucidato in un Glossario, che contiene spiegazioni dettagliate e brevi biografie; per facilitare invece il compito di chi volesse approfondire i contenuti proposti, sono stati inseriti alcuni Riferimenti bibliografici, contenenti sia i testi che sono stati utilizzati per elaborare i contenuti sia l’indicazione di altre opere comunque ritenute utili ad approfondire il tema.

Il percorso dedicato all'Astrologia è stato elaborato da esperti di diverse discipline quali le Scienze dell'antichità, la Patristica, la Storia della Filosofia, la Filosofia della Scienza e la Storia della medicina.

I testi che compongono il percorso sono opera di Marco Tullio Messina (I Padri della Chiesa), Massimo Rizzardini (Astrologia nel Rinascimento e La Scienza Nuova), Francesco Tissoni (Lo Zodiaco e Grecia e Roma), Gabriella Zuccolin (Astrologia e medicina). Le voci nel glossario sono contrassegnate dai nomi abbreviati dei redattori.

Intorno al 1485 uno studioso cristiano originario di Barcellona, Bernat de Granollachs, compose un’opera chiamata Lunari che ebbe grandissima fortuna, tanto da essere ristampata più volte e tradotta in diverse lingue, fra cui il latino e il volgare italiano. L’immagine qui riprodotta deriva dall’occhietto dell’edizione in volgare apparsa a Firenze nel 1491 per le cure di ser Lorenzo de Morgiani e Giovanni de Maganza: il motto altior incubuit animus sub imagine mundi la cui origine non è stata identificata sembra di origine astrologico-ermetica e designa efficacemente l’attività dello studioso del cielo.