Gabriele Stilli
Il "gran naviglio"

2a3. Il "gran naviglio"
Estremamente significativo il brano cosiddetto del "gran navilio", in quanto esso dimostra con semplicità che è possibile condurre i medesimi esperimenti di meccanica sia in un sistema di riferimento in stato di quiete, sia in un sistema in moto rettilineo uniforme, per cui non è possibile comprendere se il proprio sistema di riferimento sia fermo o si muova di moto rettilineo basandosi solo su tali esperimenti. 

Infatti, dice Galileo, se si viaggia su una nave e si scende sottocoperta, non possiamo scorgere fenomeni che indichino che la nave si sta effettivamente muovendo. Per esempio, se versiamo delle gocce d'acqua in un vaso, esse scendono perpendicolarmente al terreno, anche se la nave si è mossa di molti metri. Lo stesso se si percorre il tavolato della cabina, o se si lasciano svolazzare delle farfalle nell'aria circostante: accadono gli stessi fenomeni che si verificherebbero sulla terraferma. Allo stesso modo, quindi, noi non possiamo sapere se la terra è in movimento basandoci solo sul fatto che i fenomeni del mondo si verificano come se la terra fosse ferma. Galileo ritiene che la conoscenza si debba raggiungere tramite il metodo scientifico, tuttavia ama servirsi, come in questo caso, di ragionamenti, quando la logica li può supportare senza che sia necessario costruire effettivamente un esperimento.