Silvia Curi
La separazione fra ricerca astronomica e fisica fino alla rivoluzione copernicana

2a. La separazione fra ricerca astronomica e fisica fino alla rivoluzione copernicana

Il teologo luterano Andrea Osiander introdusse come Prefazione al De Revolutionibus Orbium Coelestium, essendo il supervisore della prima edizione, una lettera introduttiva anonima, che favorì non pochi equivoci sulle intenzioni dell'autore. Copernico infatti attribuiva alle proprie teorie un valore fisico e cosmologico reale mentre Osiander propose di accogliere queste teorie al pari di ipotesi matematiche, certo più semplici ed eleganti di quelle degli epicicli, ma pur sempre unicamente funzionali a calcolare i movimenti dei pianeti nel cielo.
Secondo il professore: “È compito dell'astronomo infatti comporre, mediante un'osservazione diligente ed abile, la storia dei movimenti celesti e quindi di cercarne le cause ovvero, poiché in nessun modo è possibile cogliere quelle vere, di immaginare ed inventare delle ipotesi qualsiasi sulla cui base questi movimenti, sia riguardo al futuro sia al passato, possano essere calcolati con esattezza conformemente ai princípi della geometria”. Non era quindi possibile, secondo la sua mentalità fortemente aristotelica, pensare di poter spiegare realmente i fenomeni, ma era necessario utilizzare espedienti matematici che potessero spiegare i dati immediati dei sensi e quindi salvare i fenomeni. Gli epicicli, ad esempio, erano stati utlizzati da Tolomeo e altri astronomi antichi per riuscire a spiegare il movimento retrogrado dei pianeti, ma erano in ogni caso considerati privi di realtà fisica. Il professore dunque conclude: “E che nessuno, in ciò che concerne le ipotesi, si aspetti dall'astronomia nulla di certo, dal momento che essa non può darci niente di simile, in tal modo eviterà di abbandonare questa disciplina piú ignorante di quando vi si era accostato, per aver considerato come vere cose che erano state elaborate per uno scopo differente”. L'interpretazione di Osiander riscosse grande successo fra gli altri calvinisti di Oxford, considerato che la teoria copernicana presa per vera avrebbe messo in discussione due capisaldi: l'interpretazione letterale della Bibbia ma soprattutto le fondamenta della fisica aristotelica.

Bibliografia:
1. P. Rossi, La rivoluzione scientifica: da Copernico a Newton, Loescher, Torino, 1973, pagg. 186-188);
2. F. Cioffi, G. Luppi, A. Vigorelli, E. Zanette, A. Bianchi, M. De Pasquale, I filosofi e le idee, Edizioni scolastiche Bruno Mondadori, 2005.